05-06-2017
Chirurgia estetica ambulatoriale

Rispetto a molti anni fa la chirurgia estetica ha compiuto grandi passi nella direzione della semplificazione e della minore invasività.

Le strutture dove si opera si sono adeguate per accogliere sempre più interventi chirurgici in day hospital e con brevi degenze.
L’anestesia e gli anestesisti si sono perfezionati dal punto di vista farmacologico e tecnico per assecondare questo trend. Grazie alla sinergia di questi elementi il chirurgo estetico è oggi in grado di proporre:
  • interventi più soft;
  • brevi degenze;
  • maggiori sicurezze sul decorso post-operatorio (assenza di dolore, lividi e gonfiore ridotti);
  • più rapido recupero;
  • precoce ritorno alle proprie attività.
A sostegno della nostra esperienza vengono i dati dagli Stati Uniti, supportati da studi compiuti su 400 mila procedure chirurgiche ambulatoriali (AAAASF: “American Association of Ambulatory Surgery Facilities”) in cui la percentuale di complicanze è praticamente zero. 
I dati sono stati pubblicati su importanti riviste di settore (Plast. Reconstr. Surg. 99: 1496, 1997).

Quali sono i vantaggi della chirurgia plastica in strutture ambulatoriali?
  • presenza costante dell’anestesista, anche per le procedure minori;
  • maggior contatto tra medici e paziente;
  • procedure di ricovero, osservazione postoperatoria, dimissione più snelle e senza inutili attese per il paziente;
  • minor rischio di infezioni (dato supportato da molteplici studi, comparando i casi con quelli delle infezioni ospedaliere).
Quali sono gli interventi di chirurgia estetica praticabili in ambulatorio in anestesia locale e anestesia locale con sedazione?
Molti, quasi tutti quelli del viso, i trattamenti laser, la liposuzione laser, ecc.

Perché alcune volte la stessa procedura viene proposta come chirurgia ambulatoriale, altre volte in clinica, oppure con ricovero ospedaliero?

Personalmente non forzo mai l’indicazione al tipo di struttura; valuto caso per caso e lascio ampie possibilità di scelta al paziente.

Questo è importante per mettere il paziente a proprio agio, assecondare particolari situazioni come la distanza da casa, l’assistenza postoperatoria domiciliare e le preferenze individuali.

Il fattore di scelta finale più importante è il parere dell’anestesista: è lui che decide quali sono i minimi requisiti della struttura chirurgica in base al tipo di paziente, alla sua tranquillità/ansietà, all’età, alle condizioni di salute di base, alla durata dell’intervento chirurgico.

Un commento personale:
Proporre un intervento ambulatoriale non significa sottostimare la chirurgia estetica. Il rispetto verso il paziente e verso questa disciplina sta nel gestire ogni singolo caso come unico e proporre la migliore struttura per esso.

L’esperienza nel saper gestire queste variabili mi giunge dall’esperienza ospedaliera: ho la fortuna di lavorare in un grande ospedale milanese, dove pratico chirurgia ricostruttiva, chirurgia dei traumi facciali, chirurgia del naso e chirurgia post-obesità.

Gestire problematiche diverse, pazienti molto differenti tra loro e patologie complesse mi ha aiutato molto ad avere un approccio rigoroso alla chirurgia ambulatoriale.

Dott. Enrico Dondè - Chirurgo estetico a Bologna, Brescia, Milano e Torino