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La chirurgia funzionale del naso mira al ripristino di una normale respirazione
correggendo quelle patologie quali ipertrofia dei turbinati, deformità/deviazione
del setto e/o della piramide nasale, disfunzione delle valvole nasali,
poliposi naso-sinusale, perforazione del setto nasale, che sono alla base dell'ostruzione
nasale (naso chiuso).
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CASI CLINICI DI SUCCESSO
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La perforazione settale (letteralmente un vero e proprio "buco" nel setto nasale) è la
conseguenza di una sofferenza della mucosa, del pericondrio e del periostio che
rivestono il setto nasale stesso.
Le cause più frequenti di tale condizione sono rappresentate dalla chirurgia
settale, dalle ripetute causticazioni per epistassi,dall'uso di certe droghe,
dall'esposizione professionale a sostanze tossico-irritanti (polveri di cemento,
vetro e catrame; vapori di acido solforico, cromico e fluoridrico), da alcune
malattie sistemiche (Wegener, sarcoidosi, lupus eritematoso sistemico).
La perforazione settale altera il normale flusso laminare dell' aria inspirata
creando dei vortici che provocano un caratteristico sibilo inspiratorio,
secchezza della mucosa nasale, formazione di croste, sanguinamento, rischio
di infezioni batteriche.
La cartilagine quadrangolare, che è interessata dalla perforazione, si
indebolisce e non offre più un valido sostegno alla piramide nasale con
conseguenti deformità estetiche.
Nei casi di perforazione sintomatica è consigliabile un intervento chirurgico
riparativo.
Si possono impiegare dei semplici otturatori (non sempre tollerati dai pazienti)
oppure lembi muco-pericondrali e/o muco-periostei ricavati dalla stessa cavità
nasale; a volte si ricorre agli autotrapianti (es. cartilagine auricolare o
costale, fascia temporale).
Per le piccole perforazioni si può impiegare la tecnica chiusa, mentre quelle
di maggiori dimensioni sono affrontabili solo con l'accesso aperto (si veda
la sezione di chirurgia estetica per i chiarimenti delle tecniche d'accesso
descritte).
La chiusura chirurgica di grandi perforazioni settali spesso porta a risultati
parziali, anche se la riduzione del diametro del "buco" può ridurre i
fastidiosissimi sintomi avvertiti dai pazienti.
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