La chirurgia funzionale del naso mira al ripristino di una normale respirazione correggendo quelle patologie quali ipertrofia dei turbinati, deformità/deviazione del setto e/o della piramide nasale, disfunzione delle valvole nasali, poliposi naso-sinusale, perforazione del setto nasale, che sono alla base dell'ostruzione nasale (naso chiuso)


CASI CLINICI DI SUCCESSO
TC di empty nose syndrome


TC di empty nose syndrome

Empty nose syndrome o “sindrome del naso vuoto”



Il Termine “Empty nose syndrome” descrive una situazione clinica creata dalla eccessiva asportazione della mucosa di rivestimento della cavità nasale, in particolare quella dei turbinati inferiori e medi.

Una chirurgia troppo aggressiva (eccessiva asportazione) dei turbinati crea una cavità nasale rivestita da mucose residue che diventano secche ,atrofiche, ricoperte da croste e non funzionante.

E’ una condizione debilitante, caratterizzata da :

  • secchezza nasale
  • secchezza della gola
  • alterazione dell’olfatto
  • ostruzione respiratoria nasale (naso chiuso)
  • difficoltà nella respirazione notturna
  • difficoltà di concentrazione
  • ansia, depressione

Perché tra i sintomi è presente anche l’ostruzione respiratoria nasale (naso chiuso) se la cavità è troppo ampia?

Tra le funzioni dei turbinati (filtrazione, umidificazione, riscaldamento dell’aria inspirata) vi è anche quella di creare la sensazione del passaggio d’aria nel naso, grazie alla presenza di recettori presenti sulle mucose nasali (ed in particolare proprio sulla mucosa di rivestimento dei turbinati).

Quando l’aria inspirata stimola questi recettori nasali si sviluppa, a livello cerebrale, la coscienza della respirazione.

L’asportazione della mucosa e con essa la scomparsa di questi recettori è la causa della ostruzione nasale lamentata da questi pazienti, anche in presenza di una cavità nasale abnormemente ampia.


Quando si sviluppa la “Empty nose syndrome”?

Nei primi mesi/anni dopo una chirurgia aggressiva dei turbinati le persone operate hanno un’ottima respirazione : l’aria passa nel naso senza difficoltà e la mucosa residua svolge tutte le funzioni .

Dopo molti anni la mucosa nasale si atrofizza e compare il disturbo, con tutti i suoi sintomi.


Quali sono le terapie possibili ?

La terapia medica si avvale di lavaggi nasali,antibiotici locali, creme umidificanti.

Lo scopo è di ridurre la formazione di croste, stimolare l’umidificazione e il trasporto muco-ciliare.


La terapia chirurgica ha come obiettivo di ridurre l’ampiezza delle fosse nasali : con l’impiego di materiali autologhi (del paziente stesso) o sintetici che vengono impianti al di sotto della mucosa residua si riduce la sezione delle fosse nasali,cercando di ripristinare la fisiologica geometria del passaggio d’aria nel naso.


Quali sono i materiali di ricostruzione impiegati ?
  • Materiali autologhi (del paziente stesso ) : cartilagine e osso. Sono ben tollerati , ma il problema è il loro riassorbimento.

  • Materiali sintetici : idrossiapatite, teflon,…. . Non consigliabili per questo problema nasale data l’alta probabilità di estrusione e di infezione.

  • Materiali di derivazione umana : derma acellulare (Alloderm®), privato dei suoi markers genetici.
    Rappresenta una buona soluzione, disponibile senza limitazioni di quantità, modellabile, ben tollerato.
    Non si riassorbe come succede invece per osso e cartilagine e non presenta i rischi dei biomateriali sintetici.
    E’ un buon compromesso tra le varie opzioni disponibili

Esiste una prevenzione della Empty Nose Sindrome?

Certo, è la chirurgia nasale (ed in particolare dei turbinati) non aggressiva. Sono da evitare le resezioni quali turbinotomia e turbinectomia; da preferire invece le soluzioni meno invasive :

  • turbinoplastica
  • decongestione sottomucosa
  • riduzione volumetrica con laser a diodi o con radiofrequenze.