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INFORMATIVA SULL'USO DEL CORTISONE INIETTIVO (Kenacort o Depomedrol) DOPO LA RINOPLASTICA

L’uso eccessivo di cortisone nel post rinoplastica espone a complicanze irreversibili come atrofia cutanea o irregolarità del profilo nasale. La vera guarigione richiede tempo: 12-24 mesi. Le infiltrazioni si valutano solo in casi selezionati, controllo dopo controllo.



Quando il naso presenta un eccessivo edema (gonfiore) dopo la rinoplastica è possibile praticare infiltrazioni di cortisone in forma “depot” per ridurlo. Si può iniziare già dopo 4 settimane dall’intervento, riservando il trattamento a casi con pelle molto spessa e con notevole edema.
Non è un trattamento post-operatorio di routine, perché può esporre a molte complicanze.

Lo stesso trattamento è utile anche nel lungo termine, alcuni mesi dopo la rinoplastica, per ridurre il rischio di fibrosi eccessiva e di cicatrizzazione ipertrofica. Anche in questo caso non è un trattamento da praticare in tutti i casi, ma solo per nasi con pelle spessa e dove vi sia un reale rischio di cicatrizzazione esuberante.

L’utilizzo eccessivo, troppo frequente, indiscriminato di questa forma di cortisone espone ad effetti collaterali locali, non più correggibili:
  • Atrofia cutanea
  • Telangectasie
  • Avvallamenti e irregolarità della pelle
  • Aree di sbiancamento nei siti di iniezione
  • Perdita del normale strato sottocutaneo
L’utilizzo eccessivo del farmaco assottiglia lo strato sottocutaneo in modo irreversibile: se nel futuro è necessario qualche ritocco chirurgico aumenta il rischio di necrosi cutanea.
Inoltre il tessuto nasale infiltrato con cortisone è poco vascolarizzato: se nella procedura di ritocco, di revisione o di rinoplastica secondaria è necessario l’utilizzo di innesti, questi si riassorbiranno perché non adeguatamente nutriti.

Vi è anche un aspetto psicologico che ci tengo a sottolineare, molto comune nella mia esperienza: i pazienti chiedono insistentemente trattamenti, maggiore frequenza degli stessi o iniezioni anche dopo anni dalla rinoplastica.
In molti casi si sviluppa un a sorta di “tossicodipendenza” da cortisone.

Questi trattamenti vanno usati con scrupolo e NON per accelerare la guarigione. Il naso guarisce in 12-24 mesi ed è il tempo la vera cura. Le iniezioni si praticano in casi limitati e la decisione di proseguire o meno viene presa ad ogni controllo successivo. I controlli post-iniezioni NON sono da intendersi come sicure ulteriori iniezioni.

INFORMATIVA SULL'USO DEL CORTISONE INIETTIVO (Kenacort o Depomedrol) DOPO LA RINOPLASTICA

L’uso eccessivo di cortisone nel post rinoplastica espone a complicanze irreversibili come atrofia cutanea o irregolarità del profilo nasale. La vera guarigione richiede tempo: 12-24 mesi. Le infiltrazioni si valutano solo in casi selezionati, controllo dopo controllo.

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Quando il naso presenta un eccessivo edema (gonfiore) dopo la rinoplastica è possibile praticare infiltrazioni di cortisone in forma “depot” per ridurlo. Si può iniziare già dopo 4 settimane dall’intervento, riservando il trattamento a casi con pelle molto spessa e con notevole edema.
Non è un trattamento post-operatorio di routine, perché può esporre a molte complicanze.

Lo stesso trattamento è utile anche nel lungo termine, alcuni mesi dopo la rinoplastica, per ridurre il rischio di fibrosi eccessiva e di cicatrizzazione ipertrofica. Anche in questo caso non è un trattamento da praticare in tutti i casi, ma solo per nasi con pelle spessa e dove vi sia un reale rischio di cicatrizzazione esuberante.

L’utilizzo eccessivo, troppo frequente, indiscriminato di questa forma di cortisone espone ad effetti collaterali locali, non più correggibili:
  • Atrofia cutanea
  • Telangectasie
  • Avvallamenti e irregolarità della pelle
  • Aree di sbiancamento nei siti di iniezione
  • Perdita del normale strato sottocutaneo
L’utilizzo eccessivo del farmaco assottiglia lo strato sottocutaneo in modo irreversibile: se nel futuro è necessario qualche ritocco chirurgico aumenta il rischio di necrosi cutanea.
Inoltre il tessuto nasale infiltrato con cortisone è poco vascolarizzato: se nella procedura di ritocco, di revisione o di rinoplastica secondaria è necessario l’utilizzo di innesti, questi si riassorbiranno perché non adeguatamente nutriti.

Vi è anche un aspetto psicologico che ci tengo a sottolineare, molto comune nella mia esperienza: i pazienti chiedono insistentemente trattamenti, maggiore frequenza degli stessi o iniezioni anche dopo anni dalla rinoplastica.
In molti casi si sviluppa un a sorta di “tossicodipendenza” da cortisone.

Questi trattamenti vanno usati con scrupolo e NON per accelerare la guarigione. Il naso guarisce in 12-24 mesi ed è il tempo la vera cura. Le iniezioni si praticano in casi limitati e la decisione di proseguire o meno viene presa ad ogni controllo successivo. I controlli post-iniezioni NON sono da intendersi come sicure ulteriori iniezioni.

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