La manovra delle osteotomie nella rinoplastica | dott. Enrico Dondè
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La manovra delle osteotomie

Nella rinoplastica è necessario rompere il naso, fratturarlo? Ecco la risposta a questa frequente domanda che molti pazienti mi pongono!

La rinoplastica di riduzione, cioè quella che normalmente corregge un gibbo, deve per forza terminare con l’avvicinamento delle due ossa nasali.

Queste infatti non sono più completate, nella loro unione, dal gibbo.

Bisogna quindi intervenire per riavvicinarle e creare una continuità del dorso, come in un naso normale senza soluzioni di continuità, altrimenti avremmo la complicanza che è detta open roof (del tetto aperto) che porterà a conseguenze negative sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista funzionale.

Ma in cosa consiste questa manovra chiamata OSTEOTOMIA?

Certamente non si tratta di rompere il naso come viene descritto dai pazienti, né tantomeno di fratturarlo in un modo completo, cioè di separare completamente le ossa nasali dalla branca montante del mascellare.

Nelle fasi conclusive della rinoplastica, dopo aver rimodellato la punta nasale e aver ridefinito la nuova linea del profilo del dorso nasale, si delinea il disegno della linea osteotomica dove verrà fatta una interruzione parcellare e soprattutto discontinua delle ossa nasali.

Si effettua una piccola incisione di accesso di meno di due millimetri e si lavora poi con un osteotomo la cui estremità perforante è larga meno di due millimetri. Con dei piccoli colpi assestati con a questo osteotomo si interrompe in modo incompleto l’osso nasale da una parte e dall’altra e poi manualmente verranno, con una lieve pressione, avvicinate fra di loro per ripristinare una continuità del dorso come in un naso normale, senza gibbo.

Si tratta di una manovra poco cruenta e soprattutto non provoca sanguinamento né esterno né interno visibile dalla fuoriuscita di sangue dalla narice, tant’è vero che l’intervento termina senza l’applicazione di tamponi e soprattutto, pur essendo una manovra che sembra cruenta, non è causa di dolore post operatorio.

I pazienti infatti non utilizzano farmaci post operatori antidolore.

Questa è la manovra delle osteotomie, per rispondere a quei pazienti che chiedono se il naso deve essere rotto, fratturato, martellato (si immaginano un utilizzo di scalpelli molto grandi).

La manovra delle osteotomie

Nella rinoplastica è necessario rompere il naso, fratturarlo? Ecco la risposta a questa frequente domanda che molti pazienti mi pongono!

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La rinoplastica di riduzione, cioè quella che normalmente corregge un gibbo, deve per forza terminare con l’avvicinamento delle due ossa nasali.

Queste infatti non sono più completate, nella loro unione, dal gibbo.

Bisogna quindi intervenire per riavvicinarle e creare una continuità del dorso, come in un naso normale senza soluzioni di continuità, altrimenti avremmo la complicanza che è detta open roof (del tetto aperto) che porterà a conseguenze negative sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista funzionale.

Ma in cosa consiste questa manovra chiamata OSTEOTOMIA?

Certamente non si tratta di rompere il naso come viene descritto dai pazienti, né tantomeno di fratturarlo in un modo completo, cioè di separare completamente le ossa nasali dalla branca montante del mascellare.

Nelle fasi conclusive della rinoplastica, dopo aver rimodellato la punta nasale e aver ridefinito la nuova linea del profilo del dorso nasale, si delinea il disegno della linea osteotomica dove verrà fatta una interruzione parcellare e soprattutto discontinua delle ossa nasali.

Si effettua una piccola incisione di accesso di meno di due millimetri e si lavora poi con un osteotomo la cui estremità perforante è larga meno di due millimetri. Con dei piccoli colpi assestati con a questo osteotomo si interrompe in modo incompleto l’osso nasale da una parte e dall’altra e poi manualmente verranno, con una lieve pressione, avvicinate fra di loro per ripristinare una continuità del dorso come in un naso normale, senza gibbo.

Si tratta di una manovra poco cruenta e soprattutto non provoca sanguinamento né esterno né interno visibile dalla fuoriuscita di sangue dalla narice, tant’è vero che l’intervento termina senza l’applicazione di tamponi e soprattutto, pur essendo una manovra che sembra cruenta, non è causa di dolore post operatorio.

I pazienti infatti non utilizzano farmaci post operatori antidolore.

Questa è la manovra delle osteotomie, per rispondere a quei pazienti che chiedono se il naso deve essere rotto, fratturato, martellato (si immaginano un utilizzo di scalpelli molto grandi).
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