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Rinoplastica secondaria per ridurre la base alare del naso

Intervento chirurgico di rinoplastica secondaria parziale per la riduzione della base alare del naso

In questo articolo viene presentato un caso di rinoplastica secondaria parziale, dedicata unicamente alla riduzione della base alare del naso. Con questa terminologia si intende la distanza che si trova tra le due ali del naso nella loro parte cutanea immediatamente prossima alla guancia.

In alcuni casi, per quanto riguarda la razza caucasica, la base del naso è già larga quando il paziente effettua una rinoplastica dedicata ad inestetismi come un gibbo oppure una punta larga.

Uno dei parametri che vengono utilizzati per definire se una base è larga, è quella di vedere se la base stessa del naso sta all’interno delle due linee verticali tracciate dall’angolo interno dell’occhio:
  • se eccede si ha una base larga o relativamente larga;
  • se sta all’interno di queste due linee nessuna chirurgia è diretta verso questo distretto anatomico.
In questo caso specifico la paziente si era sottoposta, presso un’altra struttura, ad una rinoplastica in seguito alla quale era rimasto un lieve eccesso di larghezza della base alare del naso.

In alcuni casi il trattamento, per la riduzione di questo eccesso, viene effettuato contestualmente all’intervento di rinoplastica primaria; in altri casi invece è meglio attendere ed effettuarlo in un secondo momento, tra 6 e 12 mesi dopo, poiché l’assestamento della struttura della punta del naso è molto importante. La decisione finale, di procedere o meno alla riduzione, è spesso lasciata al giudizio estetico del paziente stesso.

La paziente in questione, dopo alcuni anni che poneva l’accento su questa base eccessivamente larga, ha deciso di sottoporsi ad un intervento di riduzione. Come si può vedere dalle foto scattate prima dell’intervento, è stato tracciato il disegno, misurato in millimetri con un calibro chirurgico, di quello che poteva essere l’eccesso cutaneo.

Un intervento di rinoplastica secondaria parziale viene effettuato:
  • con un’incisione della parte disegnata;
  • in anestesia locale perché riguarda una parte cutanea, non cartilaginea e non ossea.
Il disegno, che viene tracciato prima dell’operazione, è perfezionabile durante l’intervento; infatti, se è stato rimosso poco tessuto cutaneo, è possibile allargare l’incisione. In caso contrario, se il risultato ottenuto è ottimale si può procedere alla suturazione.

Nelle fotografie pre e post operatorie si può notare come viene eseguito l’intervento che può durare circa 10 minuti per narice. Nella foto scattata un mese dopo l’intervento, è nettamente visibile la riduzione, seppur millimetrica, della distanza tra un’ala nasale e l’altra.

Dott. Enrico Dondè – Chirurgo estetico specialista in rinoplastica secondaria parziale per la riduzione della base alare del naso.

Rinoplastica secondaria per ridurre la base alare del naso

Intervento chirurgico di rinoplastica secondaria parziale per la riduzione della base alare del naso

In questo articolo viene presentato un caso di rinoplastica secondaria parziale, dedicata unicamente alla riduzione della base alare del naso. Con questa terminologia si intende la distanza che si trova tra le due ali del naso nella loro parte cutanea immediatamente prossima alla guancia.

In alcuni casi, per quanto riguarda la razza caucasica, la base del naso è già larga quando il paziente effettua una rinoplastica dedicata ad inestetismi come un gibbo oppure una punta larga.

Uno dei parametri che vengono utilizzati per definire se una base è larga, è quella di vedere se la base stessa del naso sta all’interno delle due linee verticali tracciate dall’angolo interno dell’occhio:
  • se eccede si ha una base larga o relativamente larga;
  • se sta all’interno di queste due linee nessuna chirurgia è diretta verso questo distretto anatomico.
In questo caso specifico la paziente si era sottoposta, presso un’altra struttura, ad una rinoplastica in seguito alla quale era rimasto un lieve eccesso di larghezza della base alare del naso.

In alcuni casi il trattamento, per la riduzione di questo eccesso, viene effettuato contestualmente all’intervento di rinoplastica primaria; in altri casi invece è meglio attendere ed effettuarlo in un secondo momento, tra 6 e 12 mesi dopo, poiché l’assestamento della struttura della punta del naso è molto importante. La decisione finale, di procedere o meno alla riduzione, è spesso lasciata al giudizio estetico del paziente stesso.

La paziente in questione, dopo alcuni anni che poneva l’accento su questa base eccessivamente larga, ha deciso di sottoporsi ad un intervento di riduzione. Come si può vedere dalle foto scattate prima dell’intervento, è stato tracciato il disegno, misurato in millimetri con un calibro chirurgico, di quello che poteva essere l’eccesso cutaneo.

Un intervento di rinoplastica secondaria parziale viene effettuato:
  • con un’incisione della parte disegnata;
  • in anestesia locale perché riguarda una parte cutanea, non cartilaginea e non ossea.
Il disegno, che viene tracciato prima dell’operazione, è perfezionabile durante l’intervento; infatti, se è stato rimosso poco tessuto cutaneo, è possibile allargare l’incisione. In caso contrario, se il risultato ottenuto è ottimale si può procedere alla suturazione.

Nelle fotografie pre e post operatorie si può notare come viene eseguito l’intervento che può durare circa 10 minuti per narice. Nella foto scattata un mese dopo l’intervento, è nettamente visibile la riduzione, seppur millimetrica, della distanza tra un’ala nasale e l’altra.

Dott. Enrico Dondè – Chirurgo estetico specialista in rinoplastica secondaria parziale per la riduzione della base alare del naso.

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Post big_foto-post-operatorio-dopo-un-mese-riduzione-base-alare-naso_primadopo_173_1qa6F.jpg
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