Quello che ho imparato sulla rinoplastica ma che nessuno mi ha insegnato | dr. Enrico Dondè
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20 precetti a proposito di rinoplastica

Un interessante editoriale, apparso sulla rivista scientifica “Canadian journal of Plastic Surgery” nel 2010 (vol 18, n.4, pg.129), riassume, in 20 punti, il punto di vista sulla rinoplastica del Chirurgo Plastico John R. Taylor.

Sin dal titolo, l’editoriale ci fa capire che siamo in un argomento complesso e delicato: “Le cose che avrei voluto sapere / che mi fossero state insegnate a proposito della rinoplastica”.

Riassumo qui gli aspetti più importanti, dal mio punto di vista, utili per il chirurgo e per il/la paziente.

Può essere una procedura che richiede due tempi (la rinoplastica primaria ed un successivo ritocco) e questo per spiegare/giustificare l’alto numero di revisioni

Il risultato finale è valutabile dopo un anno dall’intervento.

La chiave della rinoplastica è la cute. Una cute sottile mostrerà anche le minime irregolarità nel post-operatorio; mentre una cute spessa significa che.. è meglio non sottoporsi a rinoplastica.

Nei casi di pelle spesse non importa quale riduzione verrà effettuata alle cartilagini; la punta sarà sempre grossa.

Prepara un progetto pre-operatorio, spesso con l’aiuto di disegni, modifica delle immagini, ecc.

Una tecnica delicata porta a migliori risultati. Utilizza strumenti fini e manovre microchirurgiche.

Impara e perfeziona la tecnica chiusa: il recupero postoperatorio ed il risultato estetico sono molto più rapidi

Alla prima visita impara (chirurgo) a dire qualche “no”. Non sempre è possibile raggiungere ciò che il paziente chiede.

Il tempo investito nella visita, nei disegni, nella modifica delle foto, in un secondo e terzo colloquio è una delle chiavi di un buon risultato.

In molti casi la cartilagine dell’ala nasale (crus laterale) si trova orientata verticalmente . Non riducetela come si fa nei casi in cui è orientata più orizzontalmente (situazione normale)!
Questo è un punto a cui tengo molto: i nasi con crura laterali orientate verticalmente (“punta a parentesi”) sono molto frequenti. E’ necessario spiegarlo ai pazienti, anche con un disegno effettuato direttamente sul naso (penna dermografica).
Inoltre è utile spiegare come devono essere ri-orientate le cartilagini alari e l’eventuale necessità di innesti di supporto della valvola nasale esterna (innesti alari marginali, “alar rim graft”).

Molti altri punti sono importanti, non inclusi in questa lista e sta all’esperienza del chirurgo acquisirli e fornirli al/la paziente, come informazione.

20 precetti a proposito di rinoplastica

Canadian-journal-of-Plastic-Surgery.jpg
Un interessante editoriale, apparso sulla rivista scientifica “Canadian journal of Plastic Surgery” nel 2010 (vol 18, n.4, pg.129), riassume, in 20 punti, il punto di vista sulla rinoplastica del Chirurgo Plastico John R. Taylor.

Sin dal titolo, l’editoriale ci fa capire che siamo in un argomento complesso e delicato: “Le cose che avrei voluto sapere / che mi fossero state insegnate a proposito della rinoplastica”.

Riassumo qui gli aspetti più importanti, dal mio punto di vista, utili per il chirurgo e per il/la paziente.

Può essere una procedura che richiede due tempi (la rinoplastica primaria ed un successivo ritocco) e questo per spiegare/giustificare l’alto numero di revisioni

Il risultato finale è valutabile dopo un anno dall’intervento.

La chiave della rinoplastica è la cute. Una cute sottile mostrerà anche le minime irregolarità nel post-operatorio; mentre una cute spessa significa che.. è meglio non sottoporsi a rinoplastica.

Nei casi di pelle spesse non importa quale riduzione verrà effettuata alle cartilagini; la punta sarà sempre grossa.

Prepara un progetto pre-operatorio, spesso con l’aiuto di disegni, modifica delle immagini, ecc.

Una tecnica delicata porta a migliori risultati. Utilizza strumenti fini e manovre microchirurgiche.

Impara e perfeziona la tecnica chiusa: il recupero postoperatorio ed il risultato estetico sono molto più rapidi

Alla prima visita impara (chirurgo) a dire qualche “no”. Non sempre è possibile raggiungere ciò che il paziente chiede.

Il tempo investito nella visita, nei disegni, nella modifica delle foto, in un secondo e terzo colloquio è una delle chiavi di un buon risultato.

In molti casi la cartilagine dell’ala nasale (crus laterale) si trova orientata verticalmente . Non riducetela come si fa nei casi in cui è orientata più orizzontalmente (situazione normale)!
Questo è un punto a cui tengo molto: i nasi con crura laterali orientate verticalmente (“punta a parentesi”) sono molto frequenti. E’ necessario spiegarlo ai pazienti, anche con un disegno effettuato direttamente sul naso (penna dermografica).
Inoltre è utile spiegare come devono essere ri-orientate le cartilagini alari e l’eventuale necessità di innesti di supporto della valvola nasale esterna (innesti alari marginali, “alar rim graft”).

Molti altri punti sono importanti, non inclusi in questa lista e sta all’esperienza del chirurgo acquisirli e fornirli al/la paziente, come informazione.
John-R-Taylor-surgery-plastic.jpg Taylor, J. R. (2010)
Reflections of a Country Plastic Surgeon
Canadian Journal of Plastic Surgery, 18(3), 97–97
John-R-Taylor-surgery-plastic.jpg
Taylor, J. R. (2010)
Reflections of a Country Plastic Surgeon
Canadian Journal of Plastic Surgery, 18(3), 97–97
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