La rinoplastica senza tamponi per gli interventi di chirurgia estetica e funzionale | dott. Enrico Dondè
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Intervista al dottor Enrico Dondè | La rinoplastica oggi: un intervento quasi sempre in day hospital e senza dolore

intervista-a-dottor-enrico-donde-chirurgo-chirurgia-naso-viso.jpg La mia attività è iniziata più di 20 anni fa con i primi interventi di chirurgia, dopo la specializzazione in otorinolaringoiatria che prepara prevalentemente ad affrontare la chirurgia funzionale del naso, ovvero in parole semplici gli interventi per aiutare le persone a tornare a respirare bene.
Successivamente le esperienze professionali di chirurgia maxillo facciale e di chirurgia plastica mi hanno portato ad affrontare questo tipo di chirurgia a 360 gradi, con la rinoplastica le modifiche estetiche del naso.

D: Sono più le persone che si rivolgono a te per un effetto prettamente estetico o per un effetto funzionale?

R: Le due cose sono spesso abbinate: possiamo dire che sette persone su dieci si rivolgono a me per una questione di tipo estetico, quindi per la rinoplastica, ma tra queste ve ne sono alcune che hanno anche problemi respiratori e nello stesso intervento si risolvono sia le questioni estetiche sia quelle respiratorie. Anzi, molti pazienti chiedono spesso se sia possibile effettuare le due cose insieme o se devono farsi operare in due tempi e la risposta è: certamente, si fa tutto in un unico intervento ossia la parte estetica che la parte respiratoria.

D: Negli ultimi anni sono sorte molte allergie e problematiche che interessano ad esempio i turbinati. Come vengono affrontate?

R: Questa è una bella domanda: l'inquinamento atmosferico e i metalli pesanti, quelli che vengono chiamati interferenti endocrini hanno una grande valenza sulle mucose respiratorie, sia nasali che broncopolmonari, non tutte diagnosticabili. Un percorso diagnostico quindi veramente difficile. La terapia standard funziona bene, in alcuni casi purtroppo è un peregrinare tra diversi specialisti e, come quelle della pelle, possono essere difficile la risoluzione.

intervista-a-dottor-enrico-donde-chirurgo-rinoplastica.jpg

D: Vi sono in rete diversi canali tematici, anche sulla rinoplastica, sui quali vengono pubblicati video e immagini di operazioni nelle quali vengono impiegati martello e scalpello, una cosa abbastanza impressionante. Ma è davvero così?

R: Questa è una domanda tipica da parte di 9 su 10 potenziali pazienti.
Non sempre si usa martello e scalpello per limare il cosiddetto gibbo, cioè la tipica gobba sul naso; è spesso preferibile utilizzare strumenti meno invasivi e molto sottili, come la raspa, fini perche talvolta l'osteotomo (nome tecnico dello scalpello) è troppo violento.
Una fase, per forza obbligatoria della rinoplastica, è quella osteotomie (riavvicinare le ossa nasali quasi al termine dell'intervento): in questo caso non si utilizzano più scalpelli e tecniche di tanti anni fa, quindi molto invasivi, ma tecniche che vengono dette puntiformi attraverso ad esempio la via esterna, molto più conservative e rispettose dell'anatomia e per il post operatorio niente dolore è un evento traumatico (gonfiore e lividi) molto più ridotti.

D: Anche nel campo della chirurgia del naso abbiamo assistino negli ultimi anni ad una forte evoluzione Come sono cambiate le cose rispetto al passato in questo campo specifico della rinoplastica?

R: Fino ai primi anni '90, anzitutto per una rinoplastica era obbligatoria l'anestesia generale mentre oggi si svolge con anestesia locale con sedazione, quindi senza una necessaria intubazione, anzi in più del 75% dei casi.
Prima si faceva un ricovero di 2-3 notti mentre oggi l'intervento è quasi sempre senza ricovero, in day hospital.
Inoltre, prima si utilizzavano necessariamente i tamponi; personalmente eseguo gli interventi di rinoplastica SENZA tamponi dal 2002 anche perché per alcune parti, per esempio sui turbinati, si utilizza il laser e quindi il rischio di sanguinamento post operatorio è ridotto a zero e il paziente recupera molto prima: anzitutto non ha dolore perché chi prende un lieve analgesico è solo una piccola percentuale (circa il 3% degli operati), il 97% non utilizza farmaci nel post operatorio va a casa in giornata e ad una settimana al primo controllo si presenta già con un viso presentabile non tumefatto come avveniva un tempo. Ci ha aiutato moltissimo in questo il tipo di anestesia, quindi anestesie con ipotensione controllata (abbassamento della pressione) e una migliore gestione del dolore post operatorio.

D: Torno sui turbinati: come si riesce a guarire dalla problematica causata dallo smog e inquinamento atmosferico?

R: La cosa principale è escludere le vere e proprie allergie che sono quelle diagnosticabili con i comuni test cutanei del sangue.
Poi purtroppo una terapia medica con spray nasali idonei va sempre fatta di fondo, anche per le persone che con una ipertrofia dei turbinati (cioè un ingrandimento di volumi) che incontrano difficoltà respiratorie e si fanno operare con le nuove metodiche (ad esempio radiofrequenze o laser) e poi stanno bene, se poi non fanno una terapia perenne a cicli, nel giro di pochi anni tornano a farsi operare perché la terapia chirurgica non è risolutiva per sempre.
L'errore da non fare mai è utilizzare gli spray nasali vasocostrittori (come quelli classici da raffreddore) perchè dopo pochi giorni poi si diventa dipendenti e soprattutto si innesca quella che si chiama rinite medicamentosa (cioè rinite da farmaco) e la situazione diventa peggiore di quanto lo fosse in precedenza.

D: Ultima domanda: sembra di capire che quindi non ci sono più particolari controindicazioni per la chirurgia del naso e che, pur restando un'operazione chirurgica, la rinoplastica è molto meno invadente rispetto al passato con notevoli miglioramenti soprattutto per quanto riguarda il dolore post operatorio, assente o quasi.

R: Le cose stanno proprio così e può essere facilmente verificato anche sul web, dove si trovano facilmente molte recensioni e consigli di chi è gia stato operato e l'aspetto immediatamente percettibile è proprio quello della mancanza di dolore nel post operatorio rispetto al passato.
La mia attività è iniziata più di 20 anni fa con i primi interventi di chirurgia, dopo la specializzazione in otorinolaringoiatria che prepara prevalentemente ad affrontare la chirurgia funzionale del naso, ovvero in parole semplici gli interventi per aiutare le persone a tornare a respirare bene.
Successivamente le esperienze professionali di chirurgia maxillo facciale e di chirurgia plastica mi hanno portato ad affrontare questo tipo di chirurgia a 360 gradi, con la rinoplastica le modifiche estetiche del naso.

D: Sono più le persone che si rivolgono a te per un effetto prettamente estetico o per un effetto funzionale?

R: Le due cose sono spesso abbinate: possiamo dire che sette persone su dieci si rivolgono a me per una questione di tipo estetico, quindi per la rinoplastica, ma tra queste ve ne sono alcune che hanno anche problemi respiratori e nello stesso intervento si risolvono sia le questioni estetiche sia quelle respiratorie. Anzi, molti pazienti chiedono spesso se sia possibile effettuare le due cose insieme o se devono farsi operare in due tempi e la risposta è: certamente, si fa tutto in un unico intervento ossia la parte estetica che la parte respiratoria.

D: Negli ultimi anni sono sorte molte allergie e problematiche che interessano ad esempio i turbinati. Come vengono affrontate?

R: Questa è una bella domanda: l'inquinamento atmosferico e i metalli pesanti, quelli che vengono chiamati interferenti endocrini hanno una grande valenza sulle mucose respiratorie, sia nasali che broncopolmonari, non tutte diagnosticabili. Un percorso diagnostico quindi veramente difficile. La terapia standard funziona bene, in alcuni casi purtroppo è un peregrinare tra diversi specialisti e, come quelle della pelle, possono essere difficile la risoluzione.

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D: Vi sono in rete diversi canali tematici, anche sulla rinoplastica, sui quali vengono pubblicati video e immagini di operazioni nelle quali vengono impiegati martello e scalpello, una cosa abbastanza impressionante. Ma è davvero così?

R: Questa è una domanda tipica da parte di 9 su 10 potenziali pazienti.
Non sempre si usa martello e scalpello per limare il cosiddetto gibbo, cioè la tipica gobba sul naso; è spesso preferibile utilizzare strumenti meno invasivi e molto sottili, come la raspa, fini perche talvolta l'osteotomo (nome tecnico dello scalpello) è troppo violento.
Una fase, per forza obbligatoria della rinoplastica, è quella osteotomie (riavvicinare le ossa nasali quasi al termine dell'intervento): in questo caso non si utilizzano più scalpelli e tecniche di tanti anni fa, quindi molto invasivi, ma tecniche che vengono dette puntiformi attraverso ad esempio la via esterna, molto più conservative e rispettose dell'anatomia e per il post operatorio niente dolore è un evento traumatico (gonfiore e lividi) molto più ridotti.

D: Anche nel campo della chirurgia del naso abbiamo assistino negli ultimi anni ad una forte evoluzione Come sono cambiate le cose rispetto al passato in questo campo specifico della rinoplastica?

R: Fino ai primi anni '90, anzitutto per una rinoplastica era obbligatoria l'anestesia generale mentre oggi si svolge con anestesia locale con sedazione, quindi senza una necessaria intubazione, anzi in più del 75% dei casi.
Prima si faceva un ricovero di 2-3 notti mentre oggi l'intervento è quasi sempre senza ricovero, in day hospital.
Inoltre, prima si utilizzavano necessariamente i tamponi; personalmente eseguo gli interventi di rinoplastica SENZA tamponi dal 2002 anche perché per alcune parti, per esempio sui turbinati, si utilizza il laser e quindi il rischio di sanguinamento post operatorio è ridotto a zero e il paziente recupera molto prima: anzitutto non ha dolore perché chi prende un lieve analgesico è solo una piccola percentuale (circa il 3% degli operati), il 97% non utilizza farmaci nel post operatorio va a casa in giornata e ad una settimana al primo controllo si presenta già con un viso presentabile non tumefatto come avveniva un tempo. Ci ha aiutato moltissimo in questo il tipo di anestesia, quindi anestesie con ipotensione controllata (abbassamento della pressione) e una migliore gestione del dolore post operatorio.

D: Torno sui turbinati: come si riesce a guarire dalla problematica causata dallo smog e inquinamento atmosferico?

R: La cosa principale è escludere le vere e proprie allergie che sono quelle diagnosticabili con i comuni test cutanei del sangue.
Poi purtroppo una terapia medica con spray nasali idonei va sempre fatta di fondo, anche per le persone che con una ipertrofia dei turbinati (cioè un ingrandimento di volumi) che incontrano difficoltà respiratorie e si fanno operare con le nuove metodiche (ad esempio radiofrequenze o laser) e poi stanno bene, se poi non fanno una terapia perenne a cicli, nel giro di pochi anni tornano a farsi operare perché la terapia chirurgica non è risolutiva per sempre.
L'errore da non fare mai è utilizzare gli spray nasali vasocostrittori (come quelli classici da raffreddore) perchè dopo pochi giorni poi si diventa dipendenti e soprattutto si innesca quella che si chiama rinite medicamentosa (cioè rinite da farmaco) e la situazione diventa peggiore di quanto lo fosse in precedenza.

D: Ultima domanda: sembra di capire che quindi non ci sono più particolari controindicazioni per la chirurgia del naso e che, pur restando un'operazione chirurgica, la rinoplastica è molto meno invadente rispetto al passato con notevoli miglioramenti soprattutto per quanto riguarda il dolore post operatorio, assente o quasi.

R: Le cose stanno proprio così e può essere facilmente verificato anche sul web, dove si trovano facilmente molte recensioni e consigli di chi è gia stato operato e l'aspetto immediatamente percettibile è proprio quello della mancanza di dolore nel post operatorio rispetto al passato.

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