Mentoplastica additiva con protesi | dr. Enrico Dondè
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Mentoplastica additiva con protesi

Mento piccolo (frontalmente), poco pronunciato nel profilo (scarsa proiezione, come nel mento "sfuggente"), con poco sviluppo dell'altezza frontale

Molti pazienti, durante la visita, portano esempi di volti attraenti, prendendo come riferimento immagini dal web, da magazine o facendo riferimenti a persone note.

Durante il colloquio, alla domanda "che cosa rende attraente, secondo Lei, questo volto?" ci sono risposte molti simili.

La più frequente si riferisce alle caratteristiche anatomiche del viso di riferimento ben demarcate, spesso "sqadrate", dove la struttura ossea sottostante traspare (non per eccessiva magrezza del volto) e conferisce un carattere "deciso" al volto.

Le caratteristiche della struttura ossea facciale più frequentemente evidenziate, durante il colloquio, sono: zigomi, naso, mento e linea mandibolare.

Mento poco definito

Il mento è un elemento spesso citato dalle persone che presentano il terzo inferiore del viso poco definito.

Vi sono casi di mento piccolo (frontalmente), poco pronunciato nel profilo (scarsa proiezione, come nel mento "sfuggente"), con poco sviluppo dell'altezza frontale.

In questi casi si crea uno sbilanciamento tra i tre terzi (superiore, medio, inferiore) del viso che lo rende disarmonico.

In alcuni casi le persone percepiscono uno sbilanciamento, ma non sanno esattamente individuare l'unità estetica carente di sviluppo o prominenza.

Durante la visita, con la persona posta davanti ad uno specchio trifacciale, si fanno notare i tre terzi del viso, le diverse unità estetiche, la tridimensionalità e la proiezione.

Piano di Francoforte e Pogonion

Per il mento è molto utile anche l'ausilio fotografico, che aiuta il paziente a capirne meglio la proiezione. Sulla fotografia vengono tracciati il piano fronto-mentale e il piano di Francoforte ed una linea verticale che va dal piano di Francoforte al Pogonion cutaneo.

Il piano di Francoforte è un piano formato tracciando una linea retta orizzontale dalla parte superiore del canale uditivo al bordo inferiore dell'arcata orbitaria.

Il Pogonion è il punto più anteriore del mento cutaneo. La proiezione ideale del mento raggiunge questa linea verticale che tocca il Pogonion:
  • nella donna è tollerata una proiezione inferiore di 1-2 millimetri;
  • nell'uomo si accetta un mento che va lievemente oltre questa linea.

Quando è consigliabile impiantare una protesi di mento?

Nei casi di microgenia, cioè di mento con scarsa proiezione, ma con occlusione normale. Se alla microgenia è associata la malocclusione, la terapia corretta è la chirurgia ortognatica.

Durante la visita si rilevano alcune misure antropometriche per selezionare la protesi più adatta ad ogni caso, tra il vasto catalogo disponibile.

In molti casi il riequilibrio della tridimensionalità del viso si raggiunge diminuendo la proiezione del terzo medio del viso, con la rinoplastica di riduzione, che riduce la "sporgenza" del naso e aumentando la sporgenza del mento con una protesi in silicone.

Mentoplastica additiva con protesi

Mento piccolo (frontalmente), poco pronunciato nel profilo (scarsa proiezione, come nel mento "sfuggente"), con poco sviluppo dell'altezza frontale

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Molti pazienti, durante la visita, portano esempi di volti attraenti, prendendo come riferimento immagini dal web, da magazine o facendo riferimenti a persone note.

Durante il colloquio, alla domanda "che cosa rende attraente, secondo Lei, questo volto?" ci sono risposte molti simili.

La più frequente si riferisce alle caratteristiche anatomiche del viso di riferimento ben demarcate, spesso "sqadrate", dove la struttura ossea sottostante traspare (non per eccessiva magrezza del volto) e conferisce un carattere "deciso" al volto.

Le caratteristiche della struttura ossea facciale più frequentemente evidenziate, durante il colloquio, sono: zigomi, naso, mento e linea mandibolare.

Mento poco definito

Il mento è un elemento spesso citato dalle persone che presentano il terzo inferiore del viso poco definito.

Vi sono casi di mento piccolo (frontalmente), poco pronunciato nel profilo (scarsa proiezione, come nel mento "sfuggente"), con poco sviluppo dell'altezza frontale.

In questi casi si crea uno sbilanciamento tra i tre terzi (superiore, medio, inferiore) del viso che lo rende disarmonico.

In alcuni casi le persone percepiscono uno sbilanciamento, ma non sanno esattamente individuare l'unità estetica carente di sviluppo o prominenza.

Durante la visita, con la persona posta davanti ad uno specchio trifacciale, si fanno notare i tre terzi del viso, le diverse unità estetiche, la tridimensionalità e la proiezione.

Piano di Francoforte e Pogonion

Per il mento è molto utile anche l'ausilio fotografico, che aiuta il paziente a capirne meglio la proiezione. Sulla fotografia vengono tracciati il piano fronto-mentale e il piano di Francoforte ed una linea verticale che va dal piano di Francoforte al Pogonion cutaneo.

Il piano di Francoforte è un piano formato tracciando una linea retta orizzontale dalla parte superiore del canale uditivo al bordo inferiore dell'arcata orbitaria.

Il Pogonion è il punto più anteriore del mento cutaneo. La proiezione ideale del mento raggiunge questa linea verticale che tocca il Pogonion:
  • nella donna è tollerata una proiezione inferiore di 1-2 millimetri;
  • nell'uomo si accetta un mento che va lievemente oltre questa linea.

Quando è consigliabile impiantare una protesi di mento?

Nei casi di microgenia, cioè di mento con scarsa proiezione, ma con occlusione normale. Se alla microgenia è associata la malocclusione, la terapia corretta è la chirurgia ortognatica.

Durante la visita si rilevano alcune misure antropometriche per selezionare la protesi più adatta ad ogni caso, tra il vasto catalogo disponibile.

In molti casi il riequilibrio della tridimensionalità del viso si raggiunge diminuendo la proiezione del terzo medio del viso, con la rinoplastica di riduzione, che riduce la "sporgenza" del naso e aumentando la sporgenza del mento con una protesi in silicone.
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