Rinoplastica aperta o chiusa? Quale approccio scegliere | dr. Enrico Dondè
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Rinoplastica:

Esiste un approccio chirurgico migliore di un altro?

Rinoplastica con approccio aperto (“open”) o chiuso?

La necessità di dedicare una news all’argomento nasce dalla frequente domanda, su questo aspetto, delle persone candidate alla rinoplastica: ogni candidato alla rinoplastica al chirurgo molti dettagli operatori e quello della metodica aperta/chiusa è sempre presente.
Inoltre una crescente fonte di informazione al riguardo giunge da forum, siti medici, chat room.
Maggior informazione non è sempre maggior chiarezza e, a giudicare da alcune domande che mi vengono rivolte dai pazienti durante la visita, si direbbe proprio di no.

Per semplificare la divisione aperta chiusa possiamo dire che :

la rinoplastica aperta è un accesso chirugico che prevede una incisione (e una successiva cicatrice) nella columella, la cute che divide le due narici

la rinoplastica chiusa non ha incisioni esterne, ma tutte all’interno del naso

Il crescente utilizzo della rinoplastica “open” in Europa giunge, come spesso accade in chirurgia, da una impostazione Americana: molti chirurghi negli Stati Uniti la utilizzano come unica metodica di chirurgia nasale e non impiegano MAI la rinoplastica “chiusa”.
La spiegazione sembra molto complessa e ricca di dettagli tecnici, ma in realtà è piuttosto semplice : nei training chirurgici americani di Otorinolaringoiatria, Chirurgia Maxillo-Facciale, Chirurgia Plastica e Chirurgia Plastica Facciale viene insegnata la tecnica “open”. Questa permette una maggiore esposizione delle strutture nasali (cartilagini, osso, punta, valvole) e ha un alto valore didattico.
La tecnica chiusa richiede invece una curva di apprendimento molto più lunga e necessita di una manualità chirurgica tecnicamente moto superiore.

Se escludiamo l’accesso chirurgico, “aperto” vs “chiuso” le due tecniche di rinoplastica in realtà condividono molti passaggi tecnici e soluzioni; le differenze sono davvero poche.

Quindi la contraddizione aperta/chiusa non è molto utile, né ai chirurghi né ai pazienti perché non esiste un netto vantaggio di una sull’altra.

Come sempre il criterio di scelta è individuale, deciso per ogni singola persona, considerando:

• deformità presenti, sia acquisite che congenite
• esiti di traumi nasali e facciali importanti
• precedenti rinoplastiche
• necessità di posizionare innesti o impianti con materiali biocompatibili
• chirurgia nasale funzionale associata

Possiamo dire che la open si adatta bene ai casi di chirurgia più”complicata”, mentre i casi più”semplici” sono gestibili con la tecnica chiusa.
L’impiego della tecnica chiusa, quando possibile, garantisce al paziente tempi di recupero più brevi, il naso si sgonfia più velocemente e si raggiunge la nuova forma in tempi più rapidi.

Un consiglio ai candidati alla rinoplastica: rinoplastica chiusa e rinoplastica aperta non costituiscono una contraddizione tra loro né un criterio di scelta del chirurgo.
Sono due ottime tecniche che vanno apprese fino in fondo, integrate tra loro e applicate secondo le necessità individuali di ogni caso chirurgico.

dott. Enrico Dondè | Rinoplastica e Chirurgia Estetica del Viso

Rinoplastica:

Esiste un approccio chirurgico migliore di un altro?

Rinoplastica con approccio aperto (“open”) o chiuso?

La necessità di dedicare una news all’argomento nasce dalla frequente domanda, su questo aspetto, delle persone candidate alla rinoplastica: ogni candidato alla rinoplastica al chirurgo molti dettagli operatori e quello della metodica aperta/chiusa è sempre presente.
Inoltre una crescente fonte di informazione al riguardo giunge da forum, siti medici, chat room.
Maggior informazione non è sempre maggior chiarezza e, a giudicare da alcune domande che mi vengono rivolte dai pazienti durante la visita, si direbbe proprio di no.

Per semplificare la divisione aperta chiusa possiamo dire che :

la rinoplastica aperta è un accesso chirugico che prevede una incisione (e una successiva cicatrice) nella columella, la cute che divide le due narici

la rinoplastica chiusa non ha incisioni esterne, ma tutte all’interno del naso

Il crescente utilizzo della rinoplastica “open” in Europa giunge, come spesso accade in chirurgia, da una impostazione Americana: molti chirurghi negli Stati Uniti la utilizzano come unica metodica di chirurgia nasale e non impiegano MAI la rinoplastica “chiusa”.
La spiegazione sembra molto complessa e ricca di dettagli tecnici, ma in realtà è piuttosto semplice : nei training chirurgici americani di Otorinolaringoiatria, Chirurgia Maxillo-Facciale, Chirurgia Plastica e Chirurgia Plastica Facciale viene insegnata la tecnica “open”. Questa permette una maggiore esposizione delle strutture nasali (cartilagini, osso, punta, valvole) e ha un alto valore didattico.
La tecnica chiusa richiede invece una curva di apprendimento molto più lunga e necessita di una manualità chirurgica tecnicamente moto superiore.

Se escludiamo l’accesso chirurgico, “aperto” vs “chiuso” le due tecniche di rinoplastica in realtà condividono molti passaggi tecnici e soluzioni; le differenze sono davvero poche.

Quindi la contraddizione aperta/chiusa non è molto utile, né ai chirurghi né ai pazienti perché non esiste un netto vantaggio di una sull’altra.

Come sempre il criterio di scelta è individuale, deciso per ogni singola persona, considerando:

• deformità presenti, sia acquisite che congenite
• esiti di traumi nasali e facciali importanti
• precedenti rinoplastiche
• necessità di posizionare innesti o impianti con materiali biocompatibili
• chirurgia nasale funzionale associata

Possiamo dire che la open si adatta bene ai casi di chirurgia più”complicata”, mentre i casi più”semplici” sono gestibili con la tecnica chiusa.
L’impiego della tecnica chiusa, quando possibile, garantisce al paziente tempi di recupero più brevi, il naso si sgonfia più velocemente e si raggiunge la nuova forma in tempi più rapidi.

Un consiglio ai candidati alla rinoplastica: rinoplastica chiusa e rinoplastica aperta non costituiscono una contraddizione tra loro né un criterio di scelta del chirurgo.
Sono due ottime tecniche che vanno apprese fino in fondo, integrate tra loro e applicate secondo le necessità individuali di ogni caso chirurgico.

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