Rinoplastica della terza via | Dr. Enrico Dondè
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Rinoplastica aperta o chiusa?

Le tecniche oggi impiegate per la rinoplastica sono principalmente due: la tecnica OPEN o APERTA e la tecnica CHIUSA


Ma nella comunità medico scientifica non si è ancora esaurito il dibattito "rinoplastica aperta o rinoplastica chiusa?".

In questi anni si è a tal proposito recentemente diffuso un approccio combinato alla rinoplastica definito come rinoplastica della terza via o rinoplastica ibrida.

La letteratura medica e le pagine divulgative in rete forniscono molte informazioni sugli approcci della rinoplastica (chiuso e aperto), sui vantaggi e svantaggi di ciascuno, sul loro impiego a seconda dei difetti da correggere e sulla situazione di partenza (naso postraumatico, rinoplastica secondaria, ecc).

Sono decine gli studi clinici comparativi che eseguono un confronto tra rinoplastica aperta e rinoplastica chiusa, ma ancora oggi non esiste però una linea guida definitiva che indichi quale tipo di approccio utilizzare nei casi specifici : le preferenze personali dei chirurghi (dettate dalle abilità di ciascuno) hanno ancora un ruolo determinante.

All’approccio aperto (OPEN) vengono riconosciuti indubbi vantaggi su quello chiuso: massima esposizione del campo chirurgico nasale, flessibilità, possibilità di utilizzare molte tecniche e più facile da apprendere.

Per molti chirurghi è l’approccio di scelta per le correzioni della punta del naso, per posizionare innesti, per casi secondari, post-traumatici e per i casi difficili.

La “open” fornisce un ottimo accesso al setto nasale, ma in alcuni casi è necessario uno scollamento più ampio del setto stesso (per deformità complesse o per prelievo di porzioni settali ossee da impiegare come innesti, per accedere alla porzione basale ossea) : in questo caso si procede anche all’accesso chiuso (emitrasfisso o trasfisso) .

La combinazione dei due approcci permette di correggere le deformità più complesse e non influenza il risultato estetico, il decorso postoperatorio e la guarigione.

L'unione delle due tecniche ha lo scopo di massimizzare il risultato estetico riducendo al minimo i disagi per il paziente nel decorso post-operatorio: non a caso l'impiego della tecnica chiusa ha avvicinato negli ultimi anni molte persone alla rinoplastica, in quanto viene considerata meno invasiva e quindi più rassicurante.

La componente psicologica non è mai da sottovalutare in questo tipo di interventi e la rinoplastica della terza via risulta quindi capace di coniugare al meglio le esigenze chirurgiche con il benessere dei pazienti.

Rinoplastica aperta o chiusa?

Le tecniche oggi impiegate per la rinoplastica sono principalmente due: la tecnica OPEN o APERTA e la tecnica CHIUSA


Ma nella comunità medico scientifica non si è ancora esaurito il dibattito "rinoplastica aperta o rinoplastica chiusa?".

In questi anni si è a tal proposito recentemente diffuso un approccio combinato alla rinoplastica definito come rinoplastica della terza via o rinoplastica ibrida.

La letteratura medica e le pagine divulgative in rete forniscono molte informazioni sugli approcci della rinoplastica (chiuso e aperto), sui vantaggi e svantaggi di ciascuno, sul loro impiego a seconda dei difetti da correggere e sulla situazione di partenza (naso postraumatico, rinoplastica secondaria, ecc).

Sono decine gli studi clinici comparativi che eseguono un confronto tra rinoplastica aperta e rinoplastica chiusa, ma ancora oggi non esiste però una linea guida definitiva che indichi quale tipo di approccio utilizzare nei casi specifici : le preferenze personali dei chirurghi (dettate dalle abilità di ciascuno) hanno ancora un ruolo determinante.

All’approccio aperto (OPEN) vengono riconosciuti indubbi vantaggi su quello chiuso: massima esposizione del campo chirurgico nasale, flessibilità, possibilità di utilizzare molte tecniche e più facile da apprendere.

Per molti chirurghi è l’approccio di scelta per le correzioni della punta del naso, per posizionare innesti, per casi secondari, post-traumatici e per i casi difficili.

La “open” fornisce un ottimo accesso al setto nasale, ma in alcuni casi è necessario uno scollamento più ampio del setto stesso (per deformità complesse o per prelievo di porzioni settali ossee da impiegare come innesti, per accedere alla porzione basale ossea) : in questo caso si procede anche all’accesso chiuso (emitrasfisso o trasfisso) .

La combinazione dei due approcci permette di correggere le deformità più complesse e non influenza il risultato estetico, il decorso postoperatorio e la guarigione.

L'unione delle due tecniche ha lo scopo di massimizzare il risultato estetico riducendo al minimo i disagi per il paziente nel decorso post-operatorio: non a caso l'impiego della tecnica chiusa ha avvicinato negli ultimi anni molte persone alla rinoplastica, in quanto viene considerata meno invasiva e quindi più rassicurante.

La componente psicologica non è mai da sottovalutare in questo tipo di interventi e la rinoplastica della terza via risulta quindi capace di coniugare al meglio le esigenze chirurgiche con il benessere dei pazienti.
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